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Dario Ersetti

Quando vedi il Taj Mahal illuminato dagli ultimi raggi del sole che sta tramontando dietro le cime dell'Hindukush a chi chiedi perché ti viene da piangere? E' importante sapere che l'architetto è stato forse persiano e che il monumento fu costruito per Arjumand Banu Bagam, meglio nota come Mumtaz Mahal "la preferita del Palazzo", moglie dell'imperatore moghul Shah Jahan? Qualcuno si chiedeva se una rosa è una rosa anche se la chiamiamo in un altro modo. Quando vedi un'opera d'arte capisci subito se ti piace o no e quanto ti piace, se ti piace. Se la riguardi più volte riesci anche a capire se ti dà emozione. Punto e basta. Se poi di quell'autore ti piacciono anche tante altre opere puoi dire che ti piace anche l'autore, che sei in sintonia con lui, che vi assomigliate. E non entriamo nella discussione se l'opera d'arte è valida in sé o è valida in quanto opera di un artista. Compito dei critici d'arte è allora non spiegare perché quel quadro o quell'artista è valido, magari con uso e abuso di "estrinsecazioni materiche supponenti l'archetipo di tutte le ricerche mediate da un clangore cromo-spaziale timbrico e tonale dove già si possono avvertire i prodromi dell'attuale emozionalità fantastica giocata arditamente sulle allusioni". Compito dei critici è molto più modestamente cercare di scomporre l'opera d'arte in modo tale che ognuno possa capire non l'autore dell'opera, ma sé stesso, con le proprie pulsioni e motivazioni. Forse però è più facile parlare difficile: si nascondono meglio le idee che non ci sono.

Giovanni Corallo e i quadri...o Quadri? E perché no tondi...o rotondi? Le rotondità di Giovanni Corallo...le rotondità delle sue donne. Estrinsecazione materica costretta in quadrati...o quadri...o Quadri...ritagliata. E lo sguardo va così...è costretto...va così ai capezzoli ai seni ai glutei alle donne sempre distese. Sempre distese anche se Giovanni tenta di metterle in piedi ... i capelli le tradiscono. I capelli rimangono verso giù ... la frutta cade dalla coppa...lo sguardo rimane languido...il capezzolo rimane eccitato. Leonardo da Vinci, nel suo Trattato della pittura, confronta la pittura con la musica e conclude “Ma la pittura eccelle e signoreggia la musica perché essa non muore immediatamente dopo la sua creazione, come fa la sventurata musica...” Ecco...nelle opere di Giovanni Corallo l’erotismo prende il posto della musica ma a differenza di questa continua a “suonare” dalla tela...d’accordo con Walter Benjamin: “Uno dei compiti principali dell’arte è stato da sempre quello di generare esigenze che non è in grado di soddisfare attualmente”.
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