Ancora giace sul tavolino dei sospesi…Ho mirato e rimirato quelle poche pagine un’infinità di volte. Wilde & Korallo. Cosa c’è in quel gioco di parole e di figure, in quell’abbondanza di segni e di colori? La verità simbolica può essere compresa soltanto intuitivamente ma quando appare illumina l’intero essere. Nulla. Voglio vedere oltre quel mondo caotico dove uomini, alberi, animali, oggetti si fondono e assumono uno stesso significato ma i miei occhi rimangono incantati dalla serenità di quei volti femminili orgogliosi, da quelle regine sole e altezzose. Mi perdo in quelle mani grandi di corpi opulenti ma non vi penetro. Nulla. Loro mi guardano. Figure presenti, possenti, prosperose, piene di colore, carnali ma nello stesso tempo sfuggenti, irreali, di altri tempi. Come uscite per un attimo da un sogno per concedersi, consapevoli. Solo per un attimo. Nulla è lineare eppur tanto definito. Passivamente tutto si mischia fino a confondersi. Eppur presenti, maschere delle nostre emozioni, tristi creature sconfinate in un mondo velato, irreale. L’anima è morta, si è persa per essere trasformata nella forma, nella pura forma. Rifuggo dalle interpretazioni preferendo lasciarmi semplicemente sprofondare nella sottile bellezza del dipinto.