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Massimo Guastella

Giovanni Corallo, artista salentino, dopo i trascorsi neodada, poetico visivi e transavanguardistici, è ritornato alla "grande pittura". Regine, attrici, señoritas, musicanti e generali dalle facce tondeggianti e dall’aspetto grottesco attraversano i dipinti di Corallo, palesando il suo bisogno di esprimere il senso giocoso della vita, desiderata, irreale, apparente, onirica. Come se le scene fossero tratte da un circo quotidiano in cui l’unico atteggiamento serio è non esserlo, clownesche comparse umane si rincorrono, posano innanzi a un televisore giacciono su un sofà in attesa del nulla. Buffi militari superdecorati e giunoniche figliole con impossibili acconciature balbettano il disagio psicologico proprio dell’umanità di cui facciamo parte, consumistica e da consumare, incapace di comunicare e incomunicabile. Tra gli ambienti dipinti, un po’ metafisici e un po’ surreali, crescono a dismisura gli addobbi e gli arredi, che aiutano i modelli rappresentati a esibire il loro status, quasi che gli orpelli servano a misurare le qualità individuali. Il ritorno alla "grande pittura" di Giovanni Corallo è un percorso che non rifiuta il confronto con tendenze figurative dell’arte contemporanea, dai padri di questo secolo, come De Chirico e Chagall, ai maestri dell’arte ludica, Possenti e Musante. In "Cenando in casa del Sivigliano" l’artista salentino intraprende una ricerca linguistica rivolta alla figurativo che nelle semplificazione delle forme, nella chiarezza cromatica e nella baroccheggiante impaginazione delle opere, rivaluta la memoria come libro delle esperienze trascorse o, comunque, come luogo dove si registrano le visioni di riti esorcizzanti e realtà indesiderate. Forse il pittore brama la poesia, certo l’uomo preferisce la vena ironica che più agevolmente penetra la filosofia.

Massimo Guastella e' ordinario di Storia dell’Arte nonché docente di tecniche della conoscenza, della catalogazione e della conservazione presso il Liceo Artistico “Edgardo Simone” di Brindisi. Ha indirizzato le sue ricerche prevalentemente agli studi della pittura in Puglia dal XVI al XVIII secolo, si occupa di arte contemporanea e cura mostre e happenings. Cura le critiche d’arte del Quotidiano di Brindisi - Lecce e Taranto.
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