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Non dimenticherò mai il tremendo impatto
visivo che i quadri di Giovanni Corallo mi provocarono mentre venivano
estratti dall'imballaggio che li aveva protetti nel loro trasferimento
da Lecce a Madrid, dove erano
destinati ad una sua personale. Furono i colori, i rossi, i rosa, i blu
, di un'intensità mai prima vista in un quadro, quasi fosforescenti,
che catturarono immediatamente i miei occhi e la mia attenzione.
Subito dopo il ricchissimo e articolato
cromatismo vennero la complessità
stilistica del disegno e l'incantata serenità delle sue
donne, delle sue "regine perdute",
nella profondità dei cui occhi e nei cui sguardi (perduti,
appunto) si intuivano vagamente mondi
di profonde emozioni e sensazioni quasi attutite dal tempo, dal ricordo,
dalla serenità raggiunta.
Man
mano che i quadri uscivano dalle casse altre forti sensazioni si
facevano strada nei miei sensi e nella mia mente: dalla ieratica
elegante serenità delle "Regine perdute" si passava a donne
ben più carnali e provocanti, ben conscie e padrone di una sensualità,
in qualche caso anche sguaiata, usata come arma di dominio su maschi
comunque anonimi e
prigionieri, anche se talvolta assurdamente tronfi nelle loro divise
militari piene di lustrini e medaglie.
La stessa sensazione, anche se più attutita
e parzialmente corretta emergeva
dalle "foto di famiglia" , fossero esse dedicate ad
immortalare il momento dell'unione matrimoniale, pieno di promesse e di
speranze di futuro, con i loro personaggi chagallianamente eterei o
adagiati sugli immancabili sofà, o ad illustrare la convivenza
quotidiana, in cui quelle stesse promesse e speranze si mostrano pur
sempre, sebbene piuttosto sbiadite dall'invadenza della prole,
dall'abbondanza delle cicce, dalle schiavitù della vita moderna.
Un mondo complesso, pieno di chiaroscuri,
affatto lineare, con cui Giovanni Corallo ci colpisce negli occhi e
nell'animo, offrendoci il suo personalissimo e non sempre facilmente
comprensibile mondo.
Emozioni forti, in ogni caso, e provocate
non solo a me a giudicare dal fatto che neppure una delle sue opere
esposte a Madrid fece il suo viaggio di ritorno allo studio del pittore.
Un segno inequivoco che la sua arte parla, comunicando magari
sensazioni diverse ad ognuno, al cuore di molti, di tutti gli amanti
dell'arte.
GIOVANNIBIAGIONI
Istituto
Italiano di Cultura - Nairobi - Kenia
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