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Maria Rosaria Montinaro

Giovanni Corallo alla terza triennale d'arte sacra "In - fedeli": un' opera di alta intensità'

Inquieta ed inquietante la scultura di Giovanni Corallo si impone allo sguardo,alla mente e al cuore,come un'epifania della Storia. Cifra interpretativa il titolo che è parola e negazione della stessa: "In-fedeli."
Infedeli,fedeli :espressioni. complementari di uno stesso atteggiamento, quello di chi ritiene di avere Dio dalla sua parte. Arrogante presunzione che ha insanguinato i secoli,giustificando orrori di inaudita sopraffazione e violenza ed i cui tragici effetti si materializzano visivamente generandosi l'uno dall' altro,nel mantello dell' alto prelato.
I protagonisti dell' attuale storia sono evocati,simbolicamente ,nella parte anteriore: una luminosa mezzaluna su di un fondo blu notte, che sfuma in rosso acceso e una bandiera a stelle e strisce, simmetricamente disposte, complementari l'una all'altra. Ai due simboli si sostituiscono folle di uomini,di soldati: emergono come in uno schermo, sullo sfondo di immagini tragicamente note, massa anonima di vittime innocenti e di carnefici di una contemporanea Passione...
II mantello, con il suo acceso colorismo e la rigida staticità delle pieghe, sembra pesare come un macigno sulle spalle del prelato il cui viso e busto hanno, invece,gli argentei bagliori delle statue barocche.
Lo sguardo è come attonito, perso nel vuoto; una mano poggia sul petto in un classico gesto simbolico, ma le dita sono come artigli, troppo spesso 1'ipocrisia si cela nel "mettersi le mani sulla coscienza"; l'altra mano sostiene un piccolo libro: il Vangelo? Il volto emaciato parla di penitenze, disperazione, ma anche di Controriforma, Tribunale d'Inquisizione e si prolunga nell'appuntita mitra costituendo un'unica struttura dalle linee rigide,secche,graffianti. E nella mitra,simbolo di potere e altro elemento di colore dell'insieme, emerge il volto di un uomo dalla pelle scura, il cui occhio sinistro è contornato da un triangolo rosso, la tetrakis simbolo di Dio e del suo sguardo. Forse l'umanità dolente perseguitata (speranza del domani)da cui si leva la condanna di Dio "In - fedeli".
Condanna verso una Chiesa che spesso ha abdicato il suo ruolo di testimonianza, di custode del messaggio di Cristo e del valore della sua Crocifissione. Ma è anche condanna di ogni imperialismo,politico,religioso razziale. In particolare di quello americano, del suo imporsi come modello consumistico e culturale nella società globale...
E' la stessa opposizione che percorre varie opere della serie "Tangos" dello stesso artista. Precursore ideale di "In-fedeli" può, infatti, considerarsi "Fucili e la fede", dove il rosso della bandiera americana si trasforma in sangue, alle spalle di un giovane ritratto nell'atto di urlare la sua disperazione, non solo esistenziale,ma storica, abbattuti gli emblemi della cultura e la colonna dorica trasformata in appoggio per strumenti di morte. Ma anche "Santa Marilyn di Hollywood,martire?". in cui i simboli dell'iconografia cattolica si trasformano in un tappo di Coca Cola e nella bandiera americana.
Un impegno civile che continua e si dichiara esplicitamente in "In-fedeli". La tecnica scelta dall' artista per la scultura è simbolica nella sua originalità e condotta con mano esperta e consapevole: carta, polistirolo e argilla. La carta, recupero di antiche tradizioni, ma anche comunicazione negata e inutile; il polistirolo, leggero, moderno, ma anche vacuo, insinuante; l'argilla, plastica essenza dell' uomo, humus fertile, ma anche fango. Insieme formano un 'opera "a tutto tondo", di massiccia potenza, forza, ricchezza e preziosità che si rivelano, però, illusorie, apparenti, false, ma proprio per questo più pericolose e terribili.
“In–fedeli” è, dunque, un'opera dalle forti valenze autenticamente religiose. Con essa, Giovanni Corallo dimostra, ancora una volta, come la vera arte sappia emozionare, far pensare, rendere consapevoli...
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